Carlo Michelstädter – Il fuoco della vita

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Carlo Michelstädter – Il Fuoco della Vita
a cura di Elena Guerra
NOVITÀ
Un autore da leggere in tutte le sue opere
con la collaborazione di Annabel Napolitano
pagg. 378
ISBN 9788887647839

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Carlo Michelstädter – Il fuoco della vita
a cura di Elena Guerra
NOVITÀ
Un autore da leggere in tutte le sue opere
con la collaborazione di Annabel Napolitano
pagg. 378
ISBN 9788887647839

Chi era e perché leggere Carlo Michelstädter – Il fuoco della vita , con un breve estratto dal libro.

Al rientro a casa da Firenze, Carlo Michelstädter indirizza il 29 giugno 1909 al suo compagno di studi universitari Gaetano Chiavacci una lettera, dalla quale stralciamo il passo che segue:
«Venerdì mattina, quando vidi le Alpi illuminate dai primi raggi del sole, e quando in un paesello a pochi chilometri da Gorizia vidi le operaie friulane, coi piedi nudi e i capelli biondi, e quando vidi spuntare il profilo del S. Valentin, e passai l’Isonzo – sentii qualche cosa non so se piacevole o dolorosa, ma così inaspettatamente viva che ancora adesso mi meraviglia,  -e mi chiedo da dove mi sia venuta e come. Certo che ora qui non ho niente che stia [in] corrispondenza con quei pochi istanti, e il tempo mi passa sopra uguale e indifferente come prima. In quel momento forse qualcuno sbadatamente m’ha rimesso in fuoco così ch’io mi son sentito vivo e solido e intero. Ora non sono più in fuoco e non mi sento più per quanto mi tasti».
Quel «qualcosa» che Carlo avverte «inaspettatamente», si può forse non interpretare come un presagio che il fuoco della vita, all’insegna del quale aveva vissuto i migliori anni della sua giovinezza, andava stingendosi a poco a poco, per spegnersi del tutto, l’anno dopo, a soli ventitré anni? Se è così, questo libro rappresenta un dono d’amore offerto da Carlo a tutti i lettori, soprattutto giovani, affinché imparino ad amare la vita, come egli l’ha amata, pur nell’avverso destino.

    • Ma chi era Carlo Michelstädter?

Carlo Raimondo Michelstädter nasce a Gorizia il 3 giugno 1887, quarto figlio di una famiglia borghese di ebrei italiani, che hanno tuttavia radici germaniche. Dopo aver conseguito la maturità nel liceo cittadino, giunge il momento di continuare gli studi per arrivare alla Laurea, così sceglie di andare a Firenze per studiare letteratura e filosofia all’Istituto per gli Studi Superiori.
È di questi anni Fiorentini la scoperta travolgente di un nuovo mondo artistico e letterario, del quale dà testimonianza attraverso l’assidua corrispondenza epistolare con la famiglia.

    • Che opere ci ha lasciato Carlo?

Di Carlo si leggono oggi l’Epistolario, ricco di lettere ai familiari; le Poesie, ricche di citazioni greche e latine; il Dialogo della Salute, composto nella forma dialogica tipica degli scritti platonici e altri scritti minori. A costituire il baricentro della sua meditazione filosofica è la Persuasione e la Rettorica, la sua tesi di laurea, che non verrà mai discussa.

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